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3D Gugle
Manuale Operativo

(La ripresa fotografica stereo)

(Definizioni, avvertenze, consigli vari e sparsi.... e un poco di tutto)


Indice:

    Copritele
    Il tragico errore
    La Staffa
    Errore di Parallasse
    Rotazione di Campo
    Limiti di Campo
    Carenza
    Anaglittoscopio
    Real Depth
    Rotazione Angolare


Copritele

La coppia di immagini stereo deve avere come primo attributo l'equilibrio cromatico.
L'immagine di sinistra ad esempio non deve essere più chiara o più scura di quella di destra.

Se usate delle macchine automatiche digitali rammentate che le variazioni di luminosità generano in conseguenza la variazione dei parametri di ripresa modificando profondità di campo e tempi di esposizione.

Se assemblate due immagini diverse fra loro è facilissimo che si verificano i problemi derivati della rivalità ottica.

Per attenuare in parte questo problema in 3D Gugle esiste un apposita funzione per la regolazione dei parametri cromatici "left\Rigth Equality" del menu "Image".

Il problema in genere non è causato dalla luce riflessa ma dalla luce del sole quando investe direttamente gli obiettivi.
Una piccola differenza nella deviazione della luce solare determinata dalla diversa posizione delle due macchine da ripresa è sufficiente per creare il problema.

Una semplice copertura antiriflesso da sistemare sulle due macchine da ripresa e tale da impedire che la luce del sole investa gli obiettivi può essere un'efficace medicina.

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Il tragico errore

L'errore più diffuso e ben praticato anche dai guru delle foto stereo digitali è quello dell'eccesso di risoluzione.

Se la vostra immagine è troppo grande e prima del suo uso è necessario ridurla con del software di grafica ciò implica che la vostra immagine sarà definitivamente rovinata.

Se l'immagine stereo non ha come destinazione la stampa professionale di alta qualità ma è per la visione con i monitor o il web regolate la risoluzione della ripresa in modo da non applicare in seguito nessuna riduzione.

Un'immagine stereo è composta da due immagini le quali contengono quei particolari minuti che servono alla nostra vista per creare la percezione stereo.
Gli algoritmi di riduzione distruggono questi particolari e come risultato si ottiene che alcune aree dell'immagine risultano completamente piatte.

Se osservate un'immagine con questo errore noterete che le parti lontane in genere case o montagne non hanno alcun 3D mentre le parti vicine perdono di tono e sono deformate.


Per ulteriori informazioni vedere anche l'argomento "Limiti di campo" in questo stesso documento

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La staffa

La staffa è il supporto dove sono alloggiate le due fotocamere o telecamere per fare le riprese stereo.

La staffa è un elemento molto semplice ma senza il quale non è possibile operare nel 3D.

La staffa è costituita generalmente da uno scatolato in alluminio, lo scatolato ha due fori ad asola, uno per ogni telecamera ed un foro eventuale per inserire un cavalletto.

Lo scopo è quello di fare un perfetto allineamento, la regolazione dell'angolo e della distanza fra le due macchine.

La distanza fra le due macchine varia ed è tanto maggiore quando è la grandezza del campo di ripresa.
Ad esempio per un ritratto di un soggetto posto a due metri la distanza tra gli obiettivi non dovrebbe superare 8-10 centimetri mentre può arrivare anche ad un metro per panorami di grande profondità oppure a centinaia di metri per foto di astronomia.

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Errore di parallasse

L'errore di parallasse è l'errore che impedisce a causa delle deformazioni la perfetta fusione tra l'immagine di sinistra e quella di destra.
Questo errore può avere diverse cause, la più importante deriva dalla sfericità delle lenti, poi dall'errata distanza orizzontale fra le due stereo fotocamere e, altra causa non insignificante è l'imperizia dello stereoassemblatore.

Nel disegno di esempio sono riportate le aree che normalmente sono soggette a questo errore. Tanto più ci si allontana dal centro(c), tanto maggiore è il problema. All'interno dell'area dei due cerchi, cioè nell'area in colore bianco l'errore è minore (come estensione laterale) ma è il più pericoloso e difficile da correggere.

Si può in definitiva affermare che non è possibile fare una riprese stereo in presenza dell'errore di parallasse.
Una ripresa stereo dovrebbe essere realizzata con formati abbastanza grandi, minimo 6 x 6 cm e con macchine dotate di dispositivo correttore basculante.
3D Gugle offre una serie di funzioni di altissima qualità per la correzione di questo errore come:
    Sphere,
    Depth,
    Perpective control

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Rotazione di campo

La rotazione di campo è un errore che determina il rovesciamento della prospettiva.
La rotazione si verifica per l'incrocio delle due stereo camere.

Si tratta del più comune errore degli stereo fotografi dilettanti i quali puntano la convergenza sul soggetto da fotografare e non verso l'orizzonte (inteso come punto visivo più lontano).
Non bisogna mai confondere la messa a fuoco con il punto di convergenza.
La messa a fuoco si realizza singolarmente su ogni fotocamera è deve necessariamente focalizzare il soggetto oggetto mentre l'angolo delle fotocamere ha una sua direzione e dipende dall'ampiezza del locale o degli spazi dove si attua la ripresa.

In genere non sono richiesti calcoli per il puntamento ma è sufficiente la mira ad occhio della direzione.
Nella letteratura tecnica si trovano formule o regole (la più nota è quella del ventesimo) che però all'atto pratico non producono nulla di buono.

Nell'area del campo rotato la prospettiva assume direzione contraria e quindi quelle parti che dovrebbero essere visivamente lontane appaiono invece vicine.

 


 

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Limiti di campo

I limiti di campo o limiti spaziali del campo sono gli errori di prospettiva che si verificano nelle aree lontane della ripresa.

La causa di questo problema e determinata principalmente della scarsa definizione delle lenti usate.

In molte stereofotografie eseguite da dilettanti o eseguite con macchine dotate di ottica molto elementare, la parte posteriore non assume nessun rilievo ed appare piatta. Sono classiche le rappresentazioni di laghi con le montagne lontane che sembrano cartoni piatti ritagliati e incollati.

Il problema si verifica perchè tanto è maggiore la distanza tanto più piccola diventa la base del triangolo stereo, il quale, al limite, diventa un singolo punto e quindi perde la capacità di mostrare le due facce (destra e sinistra) indispensabili per creare l'effetto stereo.
L'esempio è riportato nel disegno che segue.

Per completezza dell'argomento è opportuno aggiungere che i limiti spaziali sono anche causati da imperizia e dal cattivo software grafico.

Se usate ad esempio una macchina da ripresa digitale e la vostra immagine è destinata per la visione tramite il monitor o per l'uso nel web è assolutamente inutile usare risoluzioni in pixel elevate.
Un'immagine molto grande richiede un ridimensionamento e il ridimensionamento è un mostro che si mangia i dettagli la brillantezza e crea come conseguenza l'effetto dei limiti spaziali.
3D Gugle offre delle funzioni molto potenti per il ridimensionamento positivo o negativo ma anche questi algoritmi falliscono se il coefficiente di ridimensionamento supera il valore due.

Altro errore che incrementa l'effetto spaziale è determinato dall'uso di un pessimo processo Jpeg.
Gli algoritmi Jpeg sono fantastici nelle riduzioni delle dimensioni dei file ma se non si pone attenzione l'immagine risulta distrutta.
3D Gugle dispone di un processo Jpeg estremamente efficiente nella compressione ma dotato di tutte le opzioni indispensabili per lavorare con le immagini stereo, ad esempio può comprimere senza sub-sampling ed è possibile vedere in real time l'effettivo risultato.

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Carenza

Un'immagine é carente quando in essa mancano le proprietà minime per poter diventare una immagine stereo.

Ad esempio un'immagine che non ha colore rosso non può diventare un anaglifo oppure un'immagine che non ha sfumature non può assumere tridimensionalità.

La carenza però è anche determinata da altre condizioni come riflessi, bagliori o specularità oppure dagli apparecchi di ripresa che non hanno in se alcune proprietà indispensabili come ad esempio le lenti con una buona anacromaticità.

Il discorso sulle carenze è veramente complesso così come è molto complesso illustrare le modalità per risolvere il problema.
Importante è sapere che non tutto può diventare stereo così come è altrettanto importante imparare ad analizzare la scena prima di fare gli scatti.

 

 

Se un oggetto all'interno di un'immagine non possiede gradienti (sfumature) non può assumere alcuna tridimensionalità.
In altre parole un oggetto con colori uniformi rimane piatto o appare come una figurina ritagliata.
Nell'anaglifo di esempio sopra si osservi ad esempio il grattacielo bianco a destra e anche la chiesa con il suo campanile.
Noterete come il grattacielo risulta schiacciata (perchè non ha sfumature) e come la chiesa e il campanile risultino in una posizione prospettica fuori logica (perchè manca il colore blu).

Per le ragioni appena esposte molti professionisti dell'immagine stereo preferiscono lavorare con il bianco e nero (toni di grigio),

Si consiglia inoltre di usare queste tecniche di deghost:

Se si tratta di un'immagine da convertire in 3D può essere opportuno modificare i colori prima della conversione usando i laboratori di:
"Luminance", "Saturation", "Colours processing" e "Add colours", quest'ultimo LAB è anche utile per compensare i "Colori carenti" qui descritti.

Se l'anaglifo ha origine da una coppia stereo è consigliabile usare il metodo dei filtri programmabili del laboratorio di "Anaglyph programmable filter".

Per l'immagine completata invece il metodo più efficace è quello delle "Cornici anti ghost" la cui procedura è descritta anche qui "Cornici stereoscopiche".

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Anaglittoscopio

L'anaglittoscopio è il nome corretto per gli occhialini che permettono la visione degli anaglifi.

Osservando la qualità degli occhialini commerciali si può pensare che sia in atto un complotto contro la stereoscopia perchè nessun prodotto disponibile sul mercato è paragonabile per pessima qualità agli occhialini;
Gli anaglittoscopi commerciali sono realizzati così male da rappresentare certamente l'orrore industriale del XX secolo.

Conviene quindi costruire da soli l'anaglittoscopio piuttosto che acquistarlo.

Per costruire gli occhialini si devono acquistare i necessari filtri ottici che si reperiscono facilmente presso i grossisti di materiale fotografico.
I filtri adatti sono di due tipi, il primo è costituito da gelatine ottiche confezionate in fogli, il secondo dai filtri in vetro-cristallo per uso delle macchine fotografiche.
 
I colori da richiedere per i filtri sono RED e CYAN o per gli altri colori possibili YELLOW-BLUE e GREEN-MAGENTA,
Se il venditore offre prodotti diversi con la stessa denominazione di colore scegliete quella coppia di filtri(RED+CYAN) che sovrapposta non permette alla luce di filtrare, in altre parole diventa opaca o di colore nero.

Se desiderate verificare se i vostri occhialini sono ok fate click qui


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Real depth

Le prospettive o la quantità di profondità che sono restituite da un'immagine stereo sono un elemento relativo e dipendono principalmente dai seguenti fattori:
 

Nella ripresa fotografica:
    1) Angolazione degli apparecchi di ripresa (maggiore è l'angolo tanto maggiore è il 3D)
    2) Distanza orizzontale tra gli stessi apparecchi (maggiore è la distanza tanto maggiore è il 3D)
    

Nell'assemblaggio errato.
L'assemblaggio è quella fase della realizzazione delle immagini stereo durante la quale si assemblano le due immagini (sinistra-destra) allo scopo di ottenere l'immagine stereo completa e definitiva.
In 3D Gugle è disponibile un completo laboratorio per l'assemblaggio delle immagini stereo.
In questo laboratorio è possibile vedere in real time il risultato e apportare correzioni e tutti gli aggiustamenti necessari.

Nel dispositivo di visione.
La sensazione di profondità principalmente dipende da due fattori:
    1) Dimensione della visione (monitor o stampa o effetto delle lenti)
    2) Posizione dell'osservatore rispetto all'immagine, angolo e distanza.
Potete fare facilmente delle prove variando la posizione di osservazione, la distanza e muovendo la testa davanti al vostro monitor.
Per conoscere la posizione corretta e razionale fare click qui

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Rotazione angolare

La rotazione angolare è l'errore di ripresa determinato dal mancato parallelismo tra le due telecamere e il terreno.
 

Questo errore è veramente molto frequente.

L'errore diventa fastidioso per la visione in particolare quando si riprendono panorami o ambienti a linee prospettiche con direzione evidente o molto marcata.
 


   

Mentre si esegue una ripresa non si deve mai dimenticare che si lavora ad una produzione stereoscopia e non ad una ripresa ordinaria.


Se si ragiona intorno alla questione si giunge rapidamente alla conclusione che chi osserverà la vostra immagine, per apprezzare correttamente i rilievi deve inclinare la foto oppure la testa.
Osservando l'esempio qui sotto noterete che l'immagine di destra appare con minor rilievo e pasticciata rispetto a quella di sinistra.

Per far tornare le cose a posto e vedere correttamente dovete ruotare il capo verso destra.



Se durante la realizzazione di un film stereo non tenete ferme e parallele le telecamere ai vostri clienti verrà sicuramente un bel mal di mare.

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